"Più forte di ogni addio" di Enrico Galiano - RECENSIONE



TRAMA
È importante dire quello che si prova, sempre. È importante dirlo nel momento giusto. Perché, una volta passato potremmo non trovare più il coraggio di farlo. È quello che scoprono Michele e Nina quando si incontrano sul treno che li porta a scuola, nel loro ultimo anno di liceo. Nina sa che le raffiche di vento della vita possono essere troppo forti per una delicata orchidea come lei: deve proteggersi ed è per questo che stringe tra le dita la collanina che le ha regalato suo padre. Per Michele i colori, le parole, i gesti che lo circondano hanno un gusto sempre diverso dal giorno in cui, cinque anni prima, ha perso la vista. Quando sale sul treno e sente il profumo di Nina, qualcosa accade dentro di lui: non sa che cosa sia, ma sente che lo sta chiamando. Ogni giorno, durante il loro breve viaggio insieme, in un susseguirsi infinito di domande e risposte, fanno emergere l'uno nell'altra lo stesso senso di smarrimento. Michele insegna a Nina a non smettere di meravigliarsi ogni giorno. Nina insegna a Michele a non avere rimpianti, che bisogna sempre dare l'abbraccio e il bacio che vogliamo dare, dire le parole che non vediamo l'ora di pronunciare. Ma è proprio Nina, quando un ostacolo rischia di dividerli, a scegliere di non dire nulla. Di fronte al momento perfetto, quello in cui confessare che si sta innamorando, resta ferma. Lo lascia sfuggire. Nina e Michele dovranno lottare per imparare a cogliere l'istante che vola via veloce, come la vita, gli anni, il futuro. Dovranno crescere, ma senza dimenticare la magia dell'essere due ragazzi pieni di sogni.

RECENSIONE
Ritorna nelle librerie Enrico Galiano, il professore che tutti noi avremmo voluto/ vorremmo  avere dietro la cattedra di scuola. Lo ha dimostrato fin dal suo esordio Eppure cadiamo felici e confermato con Tutta la vita che vuoi, che trovate già recensito nel blog. 

Questo nuovo romanzo, invece, come sarà? Avrà soddisfatto a pieno le mie aspettative? 

Quando ho avuto l'onore di conoscere Il Prof ho capito fin dai primi attimi che non era una persona qualunque, non era uno scrittore che ricercava consensi dai propri lettori perché, in un modo o nell'altro, aveva la capacità di creare empatia senza troppi sforzi, aveva un magia nelle proprie parole: far avvicinare anche la persona più svogliata al suo mondo. 
Conoscere di persona autori così veri, avere la possibilità di parlarci per più di un'ora o anche solo guardarli negli occhi e ascoltarli permette di approcciarsi alla vita in modo differente. 
Mi ricordo ancora quando chiesi a lui se ci fosse un nuovo libro pronto per essere letto da noi lettori, mi ha risposto che un libro c'era e, secondo il suo parere, mi sarebbe piaciuto e mi avrebbe permesso  di rispecchiarmi. Quel libro è Più forte di ogni addio e, sì, mi ha permesso di entrare in sintonia con i personaggi fin dal primo minuto.
Ci sono libri che sanno regalarci qualcosa di unico, prezioso, insostituibile. Sono rari, ma è proprio questa la bellezza, bisogna trattarli come un qualcosa dal valore inestimabile. Più forte di ogni addio di Enrico Galiano  Ã¨ per me quel genere di libro, quelle storie che devono essere sfogliate per necessità.
La storia è quella di Michele e Nina, due ragazzi che si incontrano ogni mattina sullo stesso treno per dodici minuti, che si scrutano, si "vedono"  e si studiano diventando prima amici e poi innamorati.
Michele è un diciottenne che, a causa di un incidente avvenuto all'età di 13 anni, ha perso la vista e, da quel momento in poi, può solo vedere la vita buia pur avendo tantissimi colori al proprio interno. E' un ragazzo estremamente positivo, che affronta a testa alta la sua malattia e, specialmente, la vita, ed è forse questa sua caratteristica che mi ha permesso di considerarlo  un personaggio-amico. 
In autobus, incontra Nina e capisce di trovarsi accanto ad una persona speciale solo tramite il suo profumo. 
Nina è un personaggio enigmatico, che si comprende a fatica. Non ha una vita facile, rose e fiori, ha un blocco emotivo che comporta tante ferite aperte che solo Michele sembra comprendere. Eppure lei ha un segreto che potrebbe distruggere la loro relazione...

Il lettore, sin dalle prime pagine, viene catapultato all'interno del romanzo, le parole scorrono veloci e ben ritmate. Lo stile di Galiano è semplice ed incisivo, sembra quasi voglia parlare a tutti i lettori. Secondo me l'autore ha un dono: narrare la normalità. Sembra una frase scontata (chi non saprebbe farlo?), eppure è proprio così. Una disabilità che diventa semplicità, sarà il mio dovermi scontrare giornalmente con la malattia e la sofferenza, ma le parole di Michele mi sembravano tanto famigliari. Come dice lo stesso protagonista maschile, solo chi ha sofferto può comprendere davvero il significato di dolore captando subito che lo prova tante, troppe volte nella propria vita. E' un libro che guarda alle bellezze più rare, mi basta chiudere gli occhi e mi appare ogni piccola sfaccettatura del romanzo e quella prosa elegante e semplice che solo Galiano ha la possibilità di narrare con enorme spontaneità. 
Se non si fosse ancora capito, dovreste assolutamente leggere Più forte di ogni addio, qualunque sia la vostra età.
Con amore,
Sara

"La Guerra degli Scrittori" di Kempes Astolfi - RECENSIONE




TRAMA
Ethan e Ryan, il futuro di un ragazzino complicato riflesso nel passato di un uomo alla ricerca di redenzione. Sullo sfondo di una Ellicott City del 1988, piccola realtà di provincia degli Stati Uniti, l’assistente sociale Connie Henderson crea un ponte di collegamento tra il ragazzo e il presunto nonno. L’intreccio di intense storie conduce presto in un racconto nel racconto, proiettando lo scenario nel 1975. Inizia così, la narrazione della più grande sfida letteraria di tutti i tempi, “La Guerra degli Scrittori”, una gara a colpi di creatività che porterà i protagonisti a trascendere i loro limiti fino all’estremo e oltre.
Oltre l’Infinito: un Infinito Doppio.

RECENSIONE
Ellicott City, 1988 e New York City, 1975.
Devo essere sincera, ero un po' titubante nel leggere questo libro, dalle premesse mi appariva una storia fuori dalle righe, che sconfinasse i soliti schemi della lettura.

Tre protagonisti. Due città. Due date. 

Ethan è un ragazzino molto intelligente che, ritrovandosi senza famiglia, è in custodia dall'assistente sociale Connie Herderson, una donna di cinquant'anni del carattere molto difficile, ma dal cuore
grande. Sembra, dalle ricerche di Connie, che esista ancora un parente di Ethan in vita: il nonno, Ryan Still. Per Ryan sembra impossibile, eppure, quel bambino spigliato, per vari motivi, entrerà a far parte della sua vita.
Ti racconterò una storia bellissima, una storia che ti cambierà la vita. Vuoi ascoltarla?
Inizia così, quasi per gioco, da parte di Ryan per conquistare la fiducia di Ethan, la narrazione della sfida letteraria più importante di tutti campi, "La guerra degli scrittori".La storia che costruisce questo libro è incredibile. Mentre leggevo, avevo la sensazione che ciò che questi personaggi stavano facevano, l'evento de "La guerra degli scrittori" e le musiche composte dall'autore potessero essere realmente accadute.
Personalmente ho apprezzato molto il lavoro che c’è stato dietro questo romanzo, citando tutti avvenimenti reali, credo che si possa solo immaginare l’impegno che ci sia stato per riuscire a ricreare in modo più fedele possibile il background del racconto.


Devo ammettere che "La Guerra degli Scrittori" inizialmente mi è apparso un po' confusionario, ma credo che sia proprio questo il bello del libro perché lo rende unico e speciale nel suo genere. È un turbinio di emozioni, meraviglioso, introspettivo, inquietante e straziante. Il mio pensiero dopo la centesima pagina è stato l'esigenza di continuare la lettura per raccogliere più indizi possibile per avere un quadro chiaro della situazione, che sono riuscita ad averlo solo concludendo il libro.
Non ho mai letto una storia del genere, credevo che non l'avrei mai fatto eppure l'ho amata.
Come avrete potuto comprendere dalle mie ultime righe, immagino che "La Guerra degli Scrittori" possa essere un libro adatto a tutti i lettori. Fatemi sapere il vostro pensiero a riguardo!

Con affetto,

Sara

Il 2° Compleanno del Blog



Salve lettori!
Oggi La lettrice sognatrice compie due anni e pensare che stia trascorrendo ancora parte del mio tempo per imprimere i miei pensieri su un piccolo spazio nel web mi potrebbe far scendere la famosa lacrimuccia. Esagerata? Se me l'avessero raccontato qualche tempo fa avrei detto immediatamente di sì, ma adesso, scrivendo questo post, posso affermare che è tutto vero.
Le emozioni sono tantissime, di quelle che non si possono nemmeno raccontare tramite un libro di 1000 pagine.

Nonostante siano passati 730 giorni dalla mia prima pubblicazione, ricordo ancora come mi sentivo, come se stessi prendendo il rischio più grande della mia vita: "Invio? E adesso, pubblico? MA SONO PROPRIO SICURA?!"
Stavo combattendo costantemente contro un enorme ondata di felicità e poco dopo mi sentivo completamente insicura della mia decisione,  ma, infondo, sapevo che stavo prendendo una scelta positiva, il cambiamento che mi avrebbe permesso di modificare il mio modo di vedere la vita, di dimostrare il mio amore per la creatività, la scrittura ed i libri.
Io e la scrittura siamo stati due mondi molto affini fin dall'inizio della scuola, una delle mie prime poesie di quando avevo sei anni circa, faceva una rima tra "cordon bleu" ed "il cielo blu", sinceramente ne vado ancora fiera (vabbè, non contate su di me!). Ovviamente la mia predilezione è più verso la carta, la penna che scorre e che mi sporca, che mi suggerisce le parole è tutt'altra cosa, ma anche Word non è malaccio. Sono una persona, come vi dicevo poco prima, che ha bisogno di buttar tutti i pensieri nero su bianco, parlando non riuscirei allo stesso modo... potrei scrivere una lettera lunghissima a persone sconosciute ma, se dovessi incontrarle, potrei diventare muta come un pesce o totalmente il contrario.
Questa mia grande passione mi ha permesso di essere qui con voi, di farvi compagnia in ogni momento. Ho bisogno di ringraziarvi, è più di un'esigenza. Voi, lettori, siete quelli che dal primo giorno mi hanno sostenuta, mi avete regalato calore e umanità in ogni momento, proprio come una grande famiglia. Sono sicura di non essere la miglior blogger al mondo, non sono in grado di rispondere sempre ai commenti ma vorrei ricordarvi che vi voglio tanto bene, che vi paragono a degli amici. Vorrò bene ad ogni persona che, da un secondo oppure da due anni,  ha scelto di perdere un po' di tempo per stare con me, per mettere mi piace alle mie foto, per scrivere sotto ai post il proprio pensiero...
Eh, già, due anni sono volati via come il vento ma ci aspettano ancora tante sorprese da condividere insieme.
Con amore,
Sara

Menzione speciale e tanti ringraziamenti a Carmela del blog Mamma che schifo per aver creato questa magnifica torta di carta appositamente per il 2° Compleanno del Blog 

"8 corde tese" un esperimento letterario (ben riuscito) - RECENSIONE



TRAMA
«Anno 2016. Una casa editrice sconosciuta, un esperimento editoriale unico: otto scrittori scelti fra numerosi candidati e riuniti per cinque giorni in un luogo isolato per vivere il romanzo che dovranno scrivere. Uno di loro morirà, secondo contratto. Per gli altri, due milioni di euro a testa e la notorietà legata al romanzo che già si preannuncia essere un caso editoriale. Un cinico meccanismo gestito da qualcuno pronto a investire qualsiasi somma per il suo folle e misterioso progetto». "8 Corde Tese" è un esperimento letterario che propone un nuovo modo di concepire la creazione di una storia. Otto autori, calati dentro il contesto, raccontano in tempo reale le dinamiche e le situazioni vissute nei panni dei loro personaggi. Un meccanismo di meta-narrazione confonde i confini tra realtà e finzione innescando un livello d'immedesimazione più profondo nei confronti del personaggio e di ciò che lo circonda. Non si tratta di scrittura a più mani, ma di un'esperienza in cui i personaggi sono reali e vivono e riportano per iscritto, sotto forma di diario, situazioni ed emozioni reali. Un'opera di Mariella Bucci, Carlotta Comparetti, Alessia Del Freo, Francesco Giordano, Leonardo Losavio, Carmine Madeo, Daryoush Francesco Nikzad, Gianluca Purgatorio, Pasquale Tritta, Viola Valente.
RECENSIONE

La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente la grafica,  a partire dalla copertina bianca che fa, fin da subito, sospettare un progetto unico nel suo genere.
Mi sono avvicinata ad "Otto corde tese" senza troppe aspettative, curiosa, più che altro, della trama molto arzigogolata in cui otto autori, selezionati grazie ad un bando, sono costretti a vivere nei panni del proprio personaggio per cinque giorni in un luogo isolato. Uno degli otto prescelti morirà, ma chi?  All'intero del libro sono raccolte le esperienze reali di questi autori - personaggi che compileranno il diario dei propri pensieri più interiori.
Questo volume mi ha regalato una lettura molto gradevole: innovativa, ricca di avventura, ma anche di divertimento e di insegnamenti... c'è tutto quel che serve per farsi amare dagli accaniti lettori, e non solo.
A primo impatto la trama può apparire disordinata ma, nell' evolversi della vicenda, ci ritroveremo in storie che si intrecciano alla perfezione ed un'esplosione di emozioni differenti. 
Il talento e l'immaginazione di Nero, il narratore e artefice del progetto, ha permesso di sviluppare un perfetto primo episodio della serie Breaking book. 
Ciò che mi aveva maggiormente  intrigato del libro, ossia l’idea dell'autore che “entra” nei panni del personaggio e ne diventa il protagonista, è stato ciò che mi ha fatto innamorare di questa serie.
Un romanzo dentro i romanzi, intrigante, ammaliante, appassionante ed avvincente...
Nero è riuscito, con il suo lessico elegante e fluido, a coinvolgermi e a farmi amare proprio tutti i personaggi, anche quelli più antipatici, e a sentire l'adrenalina scorrermi nelle vene.
A presto,
Sara

L'emporio dei piccoli miracoli di Keigo Higashino - RECENSIONE



TRAMA
Tre giovani ladri un po' pasticcioni - Shota, Kohei e Atsuya - hanno appena svaligiato una casa in una piccola cittadina di campagna, quando vengono lasciati a piedi dall'auto con cui sarebbero dovuti scappare. Decidono allora di nascondersi in un vecchio negozietto che sembra abbandonato, l'Emporio Namiya. Nel cuore della notte, però, succede qualcosa di strano: una lettera viene infilata sotto la serranda abbassata del negozio. È una richiesta di aiuto, indirizzata all'anziano proprietario dell'Emporio, che anni addietro era diventato celebre perché dispensava massime di saggezza e consigli di vita a chiunque gli chiedesse una mano. I tre, così, decidono di fare le sue veci e depositano una risposta scritta fuori dalla porta. Shota, Kohei e Atsuya, pensando di aver risolto la questione, tornano a discutere della fuga all'alba, ma dopo qualche istante giunge la replica, e questa volta capiscono che incredibilmente quelle lettere sono inviate da qualcuno che vive nel 1979, più di trent'anni indietro rispetto al loro presente. Da quel momento, le lettere di aiuto si moltiplicano, inviate da nuovi mittenti, ognuno con i propri problemi, tutti diversi e tutti complicati. Coinvolti in quella bizzarra macchina del tempo, i tre ladri decideranno di prestare il proprio aiuto a tutti quelli che lo richiedono, provando con le loro risposte a cambiare, in meglio, il passato. Scegliendo il miglior destino possibile per quei perfetti sconosciuti.

RECENSIONE

Non so voi, ma credo che i veri amori siano quelli da cui non ci si aspetta nulla. Circa una settimana fa, stavo girovagando su Amazon alla ricerca di una storia diversa, fatta apposta per me. Attirata dalla splendida copertina de "L'emporio dei piccoli miracoli", e dopo aver letto il primo rigo della trama, quindi conoscendo solo il nome dei personaggi, ho pensato di immergermi ad occhi chiusi all'interno della storia. Di cosa parlava? Avrei dovuto leggerlo per scoprirlo!
Il libro si apre con una rapina mal riuscita, con tre ragazzi - Shota, Kohei e Atsuya - abbastanza strambi e maldestri che, a causa di un imprevisto, saranno costretti a nascondersi all'interno di uno stabilimento abbandonato, l'Emporio Namiya. Tra i vari battibecchi, i giovani protagonisti noteranno che all'interno di quelle mura avviene qualcosa di strano: dopo poche ore, riceveranno una lettera di una giovane donna che richiede un consiglio, meglio allenarsi per le Olimpiadi del 1980 o vivere gli ultimi periodi di vita con il fidanzato malato? Era uno scherzo o qualcosa di reale?
Dopo lo sconcerto iniziale, i ragazzi decideranno di rispondere dando via un meraviglioso collegamento fra passato e presente.
Più tardi i ragazzi avranno la certezza che quella sarà la notte che travolgerà la loro vita.
“«Che sia per scherzo o per dispetto, le persone che mandano quelle lettere all’Emporio Namiya non sono poi così tanto diverse da chi chiede un consiglio. Gli si è aperta una crepa nel cuore, e da quella crepa fluisce fuori qualcosa di importante. (…) Non si deve mai ignorare la voce del cuore delle persone.»”

Se aveste scommesso che vi raccontassi una virgola in più di quanto detto già, vi siete totalmente sbagliati. La bellezza di questa storia è l'alone di stupore che l'autore ha voluto creare, qualcosa di dolce e raffinato che potrebbe essere facilmente distrutto con una parola sbagliata. Con una scrittura unica ed evocativa, che rispecchia sicuramente i tratti nipponici, lo scrittore Keigo Higashino ci accompagna verso una storia ricca di emozioni. 
Il lato onirico della storia si rivela al lettore tramite un punto di vista paradossale ma che, allo stesso tempo, si miscela, ancora più semplicemente, con la realtà più profonda e sincera. 
Credo che la parte più particolare dell'intero romanzo sia la scelta di tratteggiare il libro man mano che le pagine scorrano tramite l' alternanza del presente e del futuro, di diversi momenti epistolari e della caratterizzazione psicologica dei vari personaggi.
Un apparente fantasy che, tramite la sua delicatezza, custodisce diversi punti di vista  sull'importanza delle scelte che si compiono, di qualunque genere possano essere.
Una storia estremamente consigliata.
A presto,

"Le fiabe di Beda il Bardo" - RECENSIONE



Salve lettori!
Oggi vorrei condividere con voi il mio parere sulla breve antologia di presunte fiabe del mondo magico nato dalla penna di J. K. Rowling.
TRAMA
Non c'è casa di maghi in tutto il paese dove non troneggi una copia di "Gli Animali fantastici: dove trovarli". Ora anche i Babbani avranno la possibilità di scoprire cosa mangiano i Puffskein e perché è cosa saggia non lasciare latte in giro per i Knarl. I proventi della vendita di questo libro andranno a Comic Relief e all'associazione benefica internazionale di J.K. Rowling Lumos. Età di lettura: da 8 anni.

RECENSIONI
"Le fiabe di Beda il Bardo" è una raccolta di racconti classici per piccoli maghi e streghe ancora inesperti delle difficoltà della vita fantastica e che hanno lo scopo di dare buoni insegnamenti per responsabilizzare i lettori all'utilizzo della magia.
Le storie narrate sono state favole popolari serali per intere generazioni di studenti di Hogwarts, quanto Biancaneve o Cenerentola lo sono per noi esseri non-magici.
Ci sono delle differenze, però, fra racconti provenienti dal mondo magico e quello contrario: l'elemento 
fantastico nei racconti babbani è quasi sempre maligno, mentre in quello incantato la magia viene praticata dagli eroi e dalle eroine, nonostante le mille responsabilità e le difficoltà che può comportare.
I personaggi possiedono una forte personalità e sono capaci di prendere in mano il proprio destino senza mai affidarsi a sogni illusori come il principe azzurro.
Le storie raccontate all'interno dell'antologia sono:
"Il mago e il pentolone salterino"
"La fonte della buona sorte"
"Lo stregone dal cuore peloso"
"Baba baba e il ceppo ghignante"
"La storia dei tre fratelli"


Nonostante siano solo cinque fiabe, alcune di queste mi hanno fatto penetrare all'interno del mondo magico di J.K. Rowling facendomi sentire la gemella nascosta di Hermione Granger.

"La storia dei tre fratelli" è sicuramente la più famosa fra quelle narrate (vi dice qualcosa "i doni della morte"?), una favola che insegna come la voglia di ostentare potere non porti mai in una buona via.
La seconda storia, che mi ha immediatamente ammaliata grazie alle sue ambientazioni medievali, è stata "la fonte della buona sorte": tre streghe problematiche, un cavaliere senza poteri ed un giardino magico.

L'ultimo racconto che andrò a nominarvi, è "Lo stregone dal cuore peloso", una fiaba macabra ed inquietante che mi ha vagamente ricordato un racconto babbano che ha segnato i miei primi anni di vita: "La bella e la bestia".

Ogni storia è caratterizzata da commenti e racconti di vita di Albus Silente che, tramite i suoi saggi pensieri, ci permette di comprendere al meglio il significato e l'importanza nel mondo magico delle fiabe analizzate.

Possedendo il libro in cartaceo e leggendo le spiegazioni di Silente, per ogni pagina ho avuto, sulle labbra, un sorriso nostalgico che mi ha ricordato la lettura della saga di Harry Potter. E' come se avessi riletto la parte in cui Ron ed Hermione prendo in giro Harry che non conosce nulla dai racconti narrati ai piccoli maghi e alle piccole streghe o, ancora, come essere parte del golden trio mentre ricevono questo volume tramite il testamento di Silente. 
"Le fiabe di Beda il Bardo" lo consiglio a tutti coloro che custodiscono una passione per il maghetto più amato del mondo, Harry Potter; ma anche a tutti coloro che si sono annoiati dei soliti racconti e sono alla ricerca di una piacevole novità.

A presto,
Sara

“Tienimi accanto a te" di Daniela Sacerdoti - RECENSIONE


Salve lettori!
Il libro di cui vorrei parlare oggi è un romanzo edito da Newton Compton, che ringrazio per la copia inviatami. Il libro in questione è “Tienimi accanto a te" di Daniela Sacerdoti.

TRAMA
Anna sapeva che la sua relazione con Toby era in crisi. Ciononostante non avrebbe mai immaginato che lui potesse andarsene da un giorno all’altro, abbandonando lei e la loro bambina di sei anni senza una spiegazione valida. Invece è esattamente quello che è successo e, per quanto Anna si senta ferita, ciò che più la preoccupa è la reazione di Ava: la piccola infatti entra in un completo stato di shock e si chiude nel silenzio per tre giorni. Quando finalmente ricomincia a parlare, però, Ava pronuncia parole senza senso. Vuole andare a casa. In un posto chiamato Seal. Dall’altra sua madre. Nel tentativo di aiutare la figlia, Anna decide di portare Ava nel posto di cui parla: si tratta di una piccola isola della Scozia, dove nessuna delle due ha mai messo piede. Eppure, Ava sembra avere dei ricordi legati a quel posto… Una volta arrivate, non sarà difficile innamorarsi della bellezza dei panorami mozzafiato e della gentilezza degli abitanti. Potrebbe essere l’occasione per il nuovo inizio che Anna desiderava?

RECENSIONE
La storia di Anna e di Ava ruota intorno ai paesaggi scozzesi e ha luogo a Seal, una piccola isola in cui Anna ha le proprie radici pur non essendoci mai stata: sua nonna viveva lì tanti anni prima.
Anna è la giovane madre di una bambina di 6 anni, Ava, abbandonata dal suo compagno Toby poiché incapace di donare loro amore. Tra i due l'amore è appassito, come un fiore, ma Anna, per il bene della propria bambina, non è riuscito ad allontanarlo. Il suo desiderio di avere una famiglia unita, sana, una famiglia che lei stessa non aveva mai avuto, è qualcosa di vivo in lei, ma irraggiungibile.
Per uno strano scherzo del destino Anna dovrà ritornare proprio a Seal e prenderà questa decisione quando sua figlia, in seguito a tre giorni di shock, durante i quali non mangerà né parlerà, inizierà a chiederle di un'altra mamma. Improvvisamente nei suoi discorsi ci sarà un'isola, una spiaggia e le impronte sulla sabbia che, camminando, vi si formano, ma soprattutto frasi che spezzeranno il cuore alla giovane Anna, frasi come "Io giocavo sempre così. La mia mamma ed io facevamo i vestiti per le mie bambole".
Anna, disperata per la sorte della sua bambina, trascorre notti insonni per trovare una soluzione, cercando quei luoghi di cui Ava parla, quasi delirando, finché riesce a comprendere che Seal esiste realmente, le sue spiagge e i suoi ricordi sono reali e prenderà una decisione molto importante.
Dopo aver fatto le valigie Anna partirà con sua figlia verso Seal alla disperata scoperta di informazioni adatte a farle risolvere quel mistero che ruota intorno ad Ava appuntando qualsiasi informazione su un taccuino e nascondendo tutto alle persone che incontrerà sul suo cammino durante l'esperienza scozzese. Le sembrerà di essere sempre più vicina alla verità, ma nonostante ciò non riuscirà a sentirsi libera così facilmente.
"Era come essere in un'oasi nel deserto: anche se hai i piedi immersi in una pozza d'acqua fresca, anche se bevi avide sorsate con le mani, anche se stai distesa all'ombra di una palma, sei pur sempre consapevole di trovarti nel deserto. E sai di avere ancora tante miglia da percorrere, ma per il momento l'acqua, l'ombra e il resto sono tutto ciò di cui hai bisogno, tutto quello a cui riesci a pensare".
Anna è spaventata, intimorita dal suo stesso destino, ma non si arrenderà nemmeno per un secondo. Ad aiutarla ci saranno la saggia Shuna, madre di Sorren, costretta a tener celato dentro il suo cuore il ricordo di sua figlia Isla, Lady Kilpatrick e lo stesso Sorren, un uomo capace di darle le attenzioni che lei non aveva mai ricevuto da Toby, il padre di Ava.
"Io volevo essere utile, volevo essere qualcuno. Volevo sentirmi desiderata, volevo sentirmi amata".
Sorren è un uomo che, però, deve prima fare i conti con il proprio passato: tra famiglia e amore non è mai riuscito a pensare a sé stesso e l'evento vissuto tanti anni prima lo rendeva ancora più indifferente alla sua stessa vita. Viveva per i propri genitori, quasi come se si sentisse in colpa per ciò che avevano vissuto.
Incontrare Anna sarà per lui una rinascita quanto lo sarà per la stessa Anna. Tra il passato turbolento di Anna e i ricordi di un giorno terribile per Sorren si snoda uno scenario fatto di emozioni uniche. I due si comprenderanno, si confideranno e saranno sempre più vicini. I sentimenti predominanti durante la lettura sono stati molto contrastanti, perché in ogni parola del libro mi sono messa nei panni di Anna, provando la sua tristezza, in quelli di Sorren avvertendo la sua indecisione e in quelli di Shuna sentendomi un po' più saggia, come lei.
Una sorta di adrenalina mi ha accompagnata in alcune scene narrate dall'autrice in quanto l'evento inspiegabile che si aggira intorno alle parole della piccola Ava è legato a quell'isola in un modo del tutto misterioso e lo si scopre soltanto concludendo la lettura.
L'autrice è riuscita benissimo ad incuriosire il lettore fino alla fine infatti questo libro mi ha presa tantissimo, ho apprezzato il modo di narrare dell'autrice, fluido e coinvolgente.
La storia di Anna riesce a catturare il lettore rendendolo parte della storia, si prova per lei una sorta di tristezza che si spera svanisca con la conclusione del romanzo.
Consiglio a tutti di leggerlo, fa riflettere e prende il cuore.

"Nessuno era riuscito a salvarla; ma lei aveva salvato tutti noi"
A presto, 
Caty

"La profezia di mezzanotte" di Irena Brignull - RECENSIONE



Salve lettori!
Eccoci tornati con una nuova recensione. Oggi parleremo di "La profezia di mezzanotte" di Irena Brignull, edito De Agostini. Siete curiosi di scoprire questo romanzo fantasy? Bene, iniziamo!
Titolo: La profezia di mezzanotte
Autore: Irena Brignull
Editore: De Agostini
Pagine: 480
Prezzo: € 15,90


TRAMA
Per quattordici, lunghi anni Poppy Hopper ha cercato di ingannare tutti, persino se stessa. Ha finto di essere una ragazza come tante, mentre i gatti la seguivano ovunque, i ragni tessevano tele complicate intorno a lei e gli elementi della natura sembravano rispondere al suo volere. Anche Ember Hawkweed ha sempre fatto di tutto pur di sentirsi normale: una normalissima strega come le altre. Ma se le sue amiche eccellevano nelle arti magiche, creando pozioni e incantesimi, lei riusciva solo a preparare unguenti e bolle di sapone. Quando Poppy ed Ember si incontrano, però, le cose cambiano. Le due ragazze capiscrrono subito di essere più simili di quanto avrebbero mai potuto immaginare. Entrambe sanno di non appartenere al mondo in cui vivono, ed entrambe vogliono scoprire la verità. Chi sono realmente? Quale legame misterioso le unisce? Insieme, Poppy ed Ember sono pronte a qualsiasi cosa pur di trovare le risposte che cercano. Anche ad affrontare una pericolosa profezia che affonda le radici nella notte dei tempi.

RECENSIONE
Devo essere sincera, se questo libro non mi fosse stato regalato da una mia cara amica non l'avrei mai preso in considerazione e adesso non avrei avuto la bellissima opportunità di condividere con voi i miei pensieri a riguardo; appena spacchettato il regalo, sono stata subito attratta dalla cover che rappresenta al meglio la storia narrata (magari è leggermente infantile per i miei gusti), dalla trama ovviamente, ma in particolar modo dalla biografia dell'autrice e da un dettaglio che mi è balzato subito all'occhio: "E' stata la sceneggiatrice di molti film di successo, tra cui boxtrolls, Il piccolo principe e Shekespere in love"
Beh, dopo queste parole ho pensato di aver in mano una storia fantasy per ragazzi molto diversa rispetto a quelle proposte negli ultimi anni...
Concludendo il libro, nonostante alcuni piccoli difetti, ho adorato il romanzo!
La storia inizia con l'introdurci nel mondo stregato, conosciamo prima la storia di due sorelle, Charlock e Raven, inizialmente molto legate tra di loro, fino a quando una profezia  le renderà rivali: una delle due sorelle concepirà una figlia con poteri superiori alla norma che sarà predestinata a diventare la regina dell'intero clan.


Le bambine nacquero nel preciso istante in cui gli orologi scoccarono la mezzanotte.
Una nuvola scura coprì la luna e là, nella foresta, il cielo si fece buio.
 L’incantesimo era stato lanciato.

Raven cercherà in tutti i modi di evitare che sia la sorella a dar vita alla prossima sovrana del regno magico. Perciò, quando la Charlock mette al mondo la bambina, Raven la scambia con un'umana.
Ember, la bambina umana, vive tra le streghe, cercando con tutta se stessa di mettere in atto incantesimi, con il solo risultato di fallire. Mentre Poppy vive nel mondo degli umani, in cui cerca di reprimere la propria magia ma con scarsi successi. Un giorno però le due ragazze si incontrano, così simili ma così uguali, l'una che completa l'altra.

"L'amicizia le appariva anche meglio di come l'aveva immaginata. Aveva tutti i colori di un'alba, che trasforma il nero in lucentezza, ed era piena."

Nel corso della storia appare un nuovo personaggio, Leo, che, in tutta sincerità, se non ci fosse stato sarebbe stato uguale (o forse meglio). Per quanto, a modo suo, fosse un personaggio principale, l'ho trovato piuttosto forzato, in alcuni momenti  metteva in secondo piano il rapporto fra Poppy ed Ember, parte fondamentale dell'intero racconto.
Lo stile di scrittura è molto fluido ma allo stesso tempo ricercato, la struttura utilizzata dall'autrice per rappresentare la psiche di ogni singolo personaggio è sublime, è la parte che più preferisco: il punto di vista di ogni capitolo cambia, non leggiamo solo i pensieri di Poppy ed Ember, ma anche di altri personaggi secondari. Questa tecnica, se utilizzata bene, mi ha sempre generato curiosità e suspense e, specialmente, ha la funzione di rendere poliedrici i protagonisti permettendo di instaurare un legame quasi reale con questi ultimi. 

Nel corso delle varie pagine, l'autrice cerca di affrontare alcuni temi quotidiani molto delicati, ad esempio: lo scambio di culla, le persone affette da problemi psichici, la povertà ed il bullismo. Nonostante siano complessità delicate, la Brigull ha cerato di farlo con la maestria e la semplicità che la caratterizza, anche se avrei sperato potesse approfondire alcune difficoltà che sono state leggermente accennate; questo è il motivo per cui non ho promosso a pieni voti "La profezia di mezzanotte".
Tralasciando questo dettaglio, il libro è un fantasy splendidamente riuscito in cui i cliché del genere non hanno spazio per manifestarsi, la storia trasmette diversi messaggi molto importanti, quasi come fossero delle morali delle fiabe del passato.
La scrittrice è riuscita a creare quello che promette di diventare un capolavoro del fantasy moderno, una fiaba senza tempo. Attendo di leggere il seguito con ansia!

A presto,
Sara


W...W...W... Wednesdays #19 - il grande ritorno



Salve lettori!
Dopo una lunga latitanza, ho deciso di essere più costante e rispettare la scaletta del blog. Perciò, essendo mercoledì, si riprendono ufficialmente gli appuntamenti tramite una deliziosa rubrica: il "W...W...W... Wednesdays". In cosa consiste? Nel riassumere settimanalmente le nostre letture in atto, quelle già finite e quelle che ipoteticamente verranno.

WHAT ARE YOU CURRENTLY READING?


Ho iniziato solo poche ore fa la mia lettura corrente, "La voce delle ombre" di Frances Hardinge, ho letto una cinquantina di pagine quindi sono abbastanza spaesata nell'immensità del racconto. Non vedo l'ora di poter continuare e di potervene parlare!
Nel frattempo, vi lascio la trama:


WHAT DID YOU RECENTLY FINISH READING?





Come avrete potuto notare dalla mia pagina Instagram (lasarabooks), in questi giorni mi sono dedicata ad una maratona di lettura senza pretese, ma che ha rivelato delle bellissime soddisfazioni finali.
 "Il Quidditch attraverso i secoli" e "Le fiabe di Beda il Bardo" si sono rivelati dei piccoli volumi capaci di far ritornare ogni appassionato della saga di Harry Potter nell'amata Hogworts.
Successivamente ho concluso "La profezia di mezzanotte", un libro che mi aspettava da troppo tempo nella mia libreria, si è rivelata una lettura fantasy molto particolare che consiglio a tutti gli amanti del genere (arriverà presto la recensione). Ultimo libro, ma non per importanza, è "Il negozio di musica", una storia delicata e, allo stesso tempo, struggente. Non mi dilungo perché fra non molto uscirà il mio parere approfondito su questi titoli.

WHAT DO YOU THINK YOU'LL READING NEXT?

Riguardo alla mia prossima lettura, non ho la minima idea di quale sarà. Lascerò la decisione alle emozioni di quel particolare giorno in cui mi domanderò: "cosa devo leggere?"
Ho inserito delle ipotetiche proposte tramite le immagini.

Adesso tocca voi, aggiornatemi sulle vostre letture tramite queste semplici domande!

A presto,
Sara

"Tutta la vita che vuoi" di Enrico Galiano - RECENSIONE



Salve lettori!
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che sa comunicare al cuore della gente: "Tutta la vita che vuoi" di Enrico Galiano.
Per la prima volta un libro mi ha lasciato senza parole, sono sicura che tutti i sentimenti che ho provato verso questa storia non riusciranno a trasparire in maniera fedele perché molti pensieri sono rimasti nella testa ad accompagnarmi ancora per un po' nella vita quotidiana.
 Come dice il giovane Holden, "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue, vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira."

TRAMA
Ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. E Filippo vive uno di quei momenti il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere al professore che lo umilia da sempre. Fuggito da scuola vuole solamente raggiungere Giorgio, il suo migliore amico, che si sta domandando perché non sia riuscito a piangere al funerale del fratello. Sono solo due adolescenti, ma sono in lotta contro il mondo da cui non vogliono più essere sopraffatti. E, mentre sono fermi in macchina a un parcheggio, arriva una ragazza che corre a perdifiato verso di loro. È Clo che ha appena rubato un telefonino, perché quello è il modo per spezzare la pioggia che sente dentro. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di cambiare è impressa nei loro volti. Quello è il momento giusto per prendere coraggio e seguire i desideri. Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa potrebbe renderli felici. Lei ha lo zaino pieno di motivi per cui essere grati alla vita. Ora anche Giorgio e Filippo devono trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Clo non riesce a condividere la sua più grande speranza per il futuro. Perché a volte si è troppo giovani per capire che esiste qualcuno pronto ad ascoltare. Perché a volte ci sono segreti che non si è pronti a rivelare. Per farlo bisogna realizzare che non bisogna temere l'arrivo della felicità per toccarla davvero.

RECENSIONE
Il libro ha attirato subito la mia attenzione specialmente tramite il suo titolo:“ Tutta la vita che vuoi”.
Questa storia è stata come un canto di sirene a cui è impossibile resistere perché promette un tesoro inestimabile, nascosto tra i fondali delle parole. Per mia sfortuna, però, non avevo mai letto nulla dell'autore e non sapevo bene cosa aspettarmi e, come nelle cose più inaspettate, la sorpresa è stata grande.
Giorgio, a cui è appena morto il fratello, Filippo Maria, un ragazzo dislessico che non ha mai conosciuto la propria madre, e Clo, la più forte e, allo stesso tempo, la più problematica del gruppo sono i tre protagonisti di questo romanzo, sono le tre storie apparentemente diverse che si intrecciano l'un l'altra formando quella principale.
Una macchina rubata, un viaggio on the road, una fuga dai propri problemi, un'avventura di sole ventiquattro ore per scoprire il vero significato della parola Vita.
"Tutta la vita che vuoi" è questo e molto altro ancora.

«Perché, cos’hanno gli altri adulti?» le chiese Cosimo, mentre faceva una boccaccia a una signora sulla cinquantina seduta dall’altra parte del giardino. «Cos’hanno?! Mi stai chiedendo cos’hanno?!» «Be’, sì.» «Hanno che hanno gli occhi... spenti. Senza luce.

Nel romanzo ci sono dolori che non ci si riesce a scrollare di dosso, mancanze che bruciano come un marchio sul cuore, ricordi che graffiano l'anima e che fanno dimenticare la fortuna che si possiede: vivere, anche se in un mondo difficile.
La felicità, come ci spiega l'autore, non è avere un sorriso stampato sulle labbra bensì è un sentimento che arriva dritto al cuore tramite piccoli gesti.
Basti pensare a Clo e ai suoi biglietti che descrivono i motivi per cui bisognerebbe vivere:

"54. Mettersi lì a scrivere a caso e poi scoprire che le parole vengono fuori da sole 85. Leggere a un bambino un libro per bambini e fare le voci strane mentre glielo leggi 190 Dire una cosa a qualcuno che sta un po' male e vedere che lo hai fatto stare un pochino meglio"

Nonostante i protagonisti rimarranno sempre dei personaggi inventati nella mente dell'autore, sento quasi di poter toccare con mano i ragazzi che, per trecento pagine, mi hanno permesso di entrare nella loro vita e di viaggiare insieme a loro. Dei ragazzi che hanno paura, che fanno scelte poco plausibili e che hanno una perenne insicurezza. Sono queste azioni a rendere loro "normali" ma allo stesso tempo "differenti", perché i veri supereroi sono persone comuni.

“Quando vedi qualcosa che ti tocca dentro, devi fare solo una cosa: facci caso. Non lasciarla scorrere come se niente fosse. E fallo tutte le volte che puoi”.

L'autore, Enrico Galiano, è  capace di coinvolgere il lettore in tutto e per tutto, fa venire voglia di piangere, di sorridere e di arrabbiarsi.
Il suo  stile è genuino e meraviglioso, senza alcun dubbio uno dei migliori che abbia mai letto: cattura il lettore trasportandolo nella storia e facendolo appassionare ai personaggi e alla trama.
Un romanzo che racconta una storia di amicizia che affronta temi delicati e che parlarla al cuore degli adolescenti, e non solo; perché certi libri sono così speciali da toccare le corde dell'anima e lacerarle.

"Tutta la vita che vuoi" è un romanzo consigliatissimo, sicuramente è entrato nel mio cuore e non riuscirà ad andarsene facilmente.

A presto, 
Sara