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“Il guardiano degli innocenti” di Andrzej Sapkowski - RECENSIONE

agosto 28, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 12 Comments


Salve lettori!
Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è un fantasy che probabilmente avrete conosciuto collegato al famoso videogioco “The witcher”. Il libro in questione è il secondo (in ordine di pubblicazione, primo in ordine temporale) della Saga di Gerald di Rivia Il guardiano degli innocenti”.

TRAMA
Geralt è uno strigo, un individuo più forte e resistente di qualsiasi essere umano, e si guadagna da vivere uccidendo quelle creature che sgomentano anche i più audaci: demoni, orchi, elfi malvagi... Strappato alla sua famiglia quand'era soltanto un bambino, Geralt è stato sottoposto a un durissimo addestramento, durante il quale gli sono state somministrate erbe e pozioni che lo hanno mutato profondamente. Non esiste guerriero capace di batterlo e le stesse persone che lo assoldano hanno paura di lui. Lo considerano un male necessario, un mercenario da pagare per i suoi servigi e di cui sbarazzarsi il più in fretta possibile. Anche Geralt, però, ha imparato a non fidarsi degli uomini: molti di loro nascondono decisioni spietate sotto la menzogna del bene comune o diffondono ignobili superstizioni per giustificare i loro misfatti. Spesso si rivelano peggiori dei mostri ai quali lui dà la caccia. Proprio come i cavalieri che adesso sono sulle sue tracce: hanno scoperto che Geralt è gravemente ferito e non vogliono perdere l'occasione di eliminarlo una volta per tutte.
RECENSIONE
Probabilmente gli amanti del gioco per la playstation 4 “The witcher” conosceranno già questo libro e spero che ne apprezzeranno la recensione. “Il guardiano degli innocenti” è infatti il primo libro, in ordine temporale, della Saga di Gerald di Rivia, serie di racconti incentrati sul potente strigo Gerald. Il libro in questione è composto da sette brevi racconti, di cui uno “La voce della ragione” fa da filo conduttore, mentre gli altri sono flashback connessi alla storia principale.
La particolarità, oltre all’ambientazione e alle numerose figure magiche della cultura popolare, risiede nella rielaborazione delle classiche fiabe Disney che è possibile ritrovare all’interno dei vari capitoli. Andando avanti nella storia non sarà difficile riconoscere la fiaba de “La bella e la bestia”, di “Raperonzolo, o di “Bianca neve e i sette nani”, tutti ovviamente riletti in chiave Sapkowski e pienamente coerenti con lo stile del racconto.
Una cosa che ho molto apprezzato del libro è la cura del dettaglio, ogni personaggio non è mai lasciato al caso, come le numerose figure più o meno mitologiche (o comunque appartenti alla cultura popolare, specialmente polacca). Per concludere, mi sento di consigliare questo libro agli amanti del genere fantasy, ma anche a chiunque abbia giocato a “The witcher”, personalmente ho prima conosciuto il gioco e poi letto il libro e ho amato poter leggere “Il guardiano degli innocenti” immaginando la vicenda quasi fossi ancora all’interno del videogioco. Con questo vi lascio,
A presto,
Chiara

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Il labirinto di fuoco di Rick Riordan - Recensione (NO - SPOILER)

agosto 21, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 13 Comments


Salve lettori!
E' da diverso tempo che sto lavorando per portare contenuti il prossimo autunno, lo avrete sicuramente intuito dalla recente carenza di recensioni sul blog. Oggi, però, ho voluto farmi perdonare portando la recensione dell'ultimo libro di uno degli scrittori contemporanei più famosi: Rick Riordan.
TRAMA
Domare le fiamme di un labirinto infuocato dovrebbe essere un gioco da ragazzi per il dio del sole se soltanto Zeus non l’avesse trasformato in un adolescente imbranato e senza poteri! Armato di ukulele e di una logorroica freccia parlante, Lester Papadopoulos, in arte Apollo, non sembra avere molte speranze di riuscire nell’impresa, eppure è l’unico che può tentarla: dovrà attraversare l’abisso più rovente del globo per liberare la Sibilla Eritrea, l’Oracolo che vi è incatenato. Prima, però, sarà costretto ad affrontare Caligola, il terzo e più temibile membro del Triumvirato che ha fatto prigionieri i cinque Oracoli. Dopo aver nominato senatore il suo cavallo, l’imperatore ha ora una nuova e più eccentrica ambizione: diventare dio del sole! E per realizzarla è deciso ad assorbire la forza del titano Helios e la poca essenza immortale rimasta nel povero Lester. Come sempre, il più vanitoso degli olimpi non potrà che confidare nell’aiuto degli amici e arrendersi al destino: per tornare a essere un dio, dovrà accettare la propria imbarazzante umanità!

RECENSIONE
Credo che le caratteristiche della scrittura di Riordan siano
sicuramente la freschezza e l’ironia, tra l'altro, per un autore, sono le doti forse più preziose. L’idea di Percy Jackson è nata per il figlio che soffre di dislessia e di ADHD, e suppongo che questo abbia, in maniera estremamente positiva, condizionato il modo di mettere nero su bianco i suoi pensieri.

In questa recensione ho fatto di tutto per evitare anche il benché minimo spoiler: farmi scappare qualche particolare della trama avrebbe voluto dire impedirvi di farvi sentire emozioni uniche nel suo genere, e non me lo sarei perdonata.

Ne "Le sfide di apollo. La profezia oscura", secondo libro di questa saga, avevamo lasciato Apollo alle prese con il feroce Triumvirato e anche stavolta l'ormai ex dio, adesso mortale, si troverà ad affrontare un imperatore spietato e una sfida da cui dipendono le sorti della California.
Il protagonista e, allo stesso tempo, voce narrante, nella sua imperfetta forma piace, perché, nonostante resti una persona abbastanza piena di se, un Drama Queen d'eccellenza, sta imparando a voler bene ai suoi compagni di viaggio.

Questo terzo libro è assolutamente sensazionale, Zio Rick è stato capace di suscitare emozioni opposte, dal pianto al riso. Penso che il terzo romanzo de le sfide di Apollo sia sicuramente uno dei titoli più maturi ed adulti della serie. Le cose si stanno facendo davvero interessanti, non vedo l'ora di leggere i seguiti!

A presto,
Sara

13 commenti:

interviste

Intervista ad Arianna Ciancaleoni - Il lavoro perfetto

agosto 14, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 1 Comments

Salve lettori!
Con immenso piacere che oggi accogliamo la talentuosa Arianna Ciancaleoni, autrice di diversi romance.
Siete curiosi?
Bene, iniziamo!
INTERVISTA
1. Ciao Arianna! Parlaci un po' di te.

Sono una lettrice compulsiva che, fin da bambina, ha sempre cercato di imitare i suoi autori preferiti scrivendo. Prima di uscire allo scoperto ho impiegato diverso tempo, ma ultimamente ho pubblicato quattro libri e non intendo fermarmi qui.

2. Qual è stata la reazione di parenti e colleghi dopo l'uscita del tuo primo libro? Avendo già un lavoro, immagino ci sia stato qualche pregiudizio.

In realtà, nessun pregiudizio. Nessuno ha trovato strano il fatto che uscisse un mio libro, semplicemente perché chi mi conosce sa quanto mi piaccia questo mondo, e penso che l’abbiano considerato una naturale conseguenza. Molti hanno apprezzato, molti hanno contribuito a condividere questo mio traguardo, persone che non conoscevo mi hanno scritto per dirmi che l’hanno letto e adorato. Ho ricevuto anche recensioni negative, com’è normale che sia. All’inizio mi hanno fatto disperare, ma poi ho imparato ad accettarle e, anzi, a trarne anche degli insegnamenti per migliorare.

3. Se ti dessero la possibilità di avere un superpotere per 24h, quale sarebbe?

Riuscire a completare tutti i progetti che ho in mente, schioccando le dita. Questo solo perché vorrei concentrarmi su quelli che verranno dopo! Ho sempre tantissime idee ma poco tempo per realizzarle, sono piena di post it e appunti ovunque!

4. Che rapporto hai con i tuoi lettori?

Adoro ricevere recensioni. Quando qualcuno mi scrive che ha letto il mio libro, impazzisco di gioia. Molti dei miei lettori, nel tempo, hanno iniziato a seguirmi sui social e mi scrivono spesso perché aspettano la prossima uscita. Questa è una soddisfazione che non avrei mai immaginato di poter provare, quando ho iniziato. Spero di migliorarmi sempre per poter creare storie più appassionanti e non deludere chi le attende.

5. Essendo una grande amante della musica, ci sono una o più canzoni che ti hanno accompagnato durante la stesura dei tuoi libri?

Ogni libro che scrivo ha, in qualche modo, una sua playlist. Mentre immagino le storie ho spesso una canzone che ascolto a ripetizione, e che mi aiuta a entrare nel vivo. Per “Lacrime Di Cioccolata” era “Give Me Novacaine” dei Green Day, per “Il Lavoro Perfetto” Mirrors” di Justin Timberlake, mentre per “M x E” c’è “Hole In My Soul” degli Aerosmith. Una strofa significativa di ciascuna canzone è nel frontespizio del rispettivo libro. È una cosa che ho fatto fin dall’inizio e che continuerà anche nei prossimi.

6. Hai già qualche idea per nuovi libri? Puoi svelarci qualcosa?

Sto scrivendo il prossimo romanzo. Finché non finirò, terrò “chiuse tutte le porte” e non racconterò niente, né della trama né dei personaggi. In questo caso, dico solo che la protagonista sarà Elettra, e che le iniziali del titolo sono VEM. Per il momento, il resto è top secret! 😊

7. "Il lavoro perfetto" è ispirato alla realtà? Alla tua vita?

Come dico sempre, purtroppo, “Il Lavoro Perfetto” racconta la storia di Bianca, ma è anche la storia di tutte le persone che si affacciano al lavoro per la prima volta, in Italia, ai giorni nostri. Si pensa che il lavoro sia il punto di approdo che dovrebbe dare soddisfazioni dopo la laurea, ma spesso non è così. È proprio firmando un contratto che si scoprono realtà insospettabili dall’esterno, e cominciano i problemi…

8. Nel libro si affronta una tematica importante, quella del lavoro, l'hai trattata senza cadere nella banalità, è stato difficile?

In realtà, non molto. Mi sono lasciata trasportare dalla storia di Bianca, mi sono messa nei suoi panni e sono andata dritta lungo tutte le sue disavventure. Il tema è importante e nel libro ci sono richiami al contratto collettivo nazionale di lavoro, ma è trattato con ironia e leggerezza, laddove possibile. Il messaggio del libro è proprio questo: un sorriso, una risata, non risolvono i problemi ma aiutano anche nel mezzo delle difficoltà, anche quando sembra impossibile.
A presto,
Sara.  


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vitadalettori

VITA DA LETTORI: 5 pregiudizi librosi

agosto 07, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 18 Comments


Salve lettori!
Oggi vorrei parlare un po' di noi lettori, di tutti quei pregiudizi che periodicamente sentiamo. Magari questo articolo potrebbe arrivare sul cellulare di qualche "no-lettore" e, forse, potrebbe iniziare a comprenderci. 
LEGGERE E' UNA PERDITA DI TEMPO

"Perchè leggi? Guarda il film, fai prima!"
Ho iniziato da questo pregiudizio perchè è quello che mi ha inspirato a scrivere questo post. Stavo "sfogliando" la home di Pinterest quando noto un immagine molto ricorrente nei vari social, la raffigurazione visiva di quanto sia molto più bello leggere ma quanto questa azione sia "nascosta" e difficile da trovare. Purtroppo sempre più spesso ascolto questa frase, noto come se le persone associassero la lettura a qualcosa di noioso e triste. 

LETTURE DI SERIE A E DI SERIE B
Credo che questo sia uno dei pregiudizi più odiati da noi lettori.
Un libro prima di essere definito classico ha fatto un "percorso" da romanzo, molti sono stati anche rifiutati eppure adesso fanno parte di noi. 
Fanno parte di noi, però, anche quei libri, definiti dalla società, commerciali, che non donano, o meglio, che non dovrebbero donare, nulla al lettore. 
Eppure di testi "commerciali" che ho amato, che mi hanno insegnato a vivere e a crescere ne ho letti veramente tanti. 

UN GRANDE SCRITTORE DEVE AVERE GRANDI STUDI
Un'altro pregiudizio che odio ma nel quale mi sono imbattuta solo negli ultimi due anni, da quando ho aperto i miei canali social, è stato quello degli autori emergenti.
Parlo con autori molto giovani, ricchi di tenacia e pieni di sogni... E DI TANTO TANTO TALENTO.
 "Ma a questa età cosa vogliono scrivere? Magari hanno anche talento ma dovrebbero continuare gli studi!"
L'età giusta per scrivere un romanzo, secondo me, non esiste, deve solo accendersi la lampadina.
Shakespeare, ad esempio, non andò mai all’università. 

SPENDERE SOLDI PER I LIBRI E' INUTILE
Non aggiungo altro, vorrei solo concludere la frase: "Spendere soldi per i libri è inutile, preferisco comprare la Play".

LEGGI TANTO, HAI TANTO TEMPO DA PERDERE
Per noi lettori naturalmente le giornate non sono formate da 24h bensì da 25.
Proporrei di ricordare alle persone in questione che la lettura è, in fin dei conti, una passione come un'altra, e che il tempo per leggere ce lo ritagliamo dagli impegni quotidiani come fa chiunque pratichi uno sport o abbia un qualunque hobby. Come ogni passione, la lettura richiede degli sforzi. 

Vi siete mai imbattuti in pregiudizi da lettori? Quali?

La vostra,
Sara

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