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"Faccio salti altissimi" di Iacopo Melio - RECENSIONE

giugno 26, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 4 Comments

Salve lettori!
Oggi vorrei parlarvi di "Faccio salti altissimi" di Iacopo Melio. Appena ho letto i ringraziamenti ho capito che questo libro sarebbe rientrato nelle mie letture preferite dell'anno. 
TRAMA
Iacopo Melio è un attivista per i diritti umani e civili: presta la voce a chi non ce l'ha, a chi si sente sconfitto in partenza, a chi ha troppa paura per tirarla fuori, usando parole come «libertà» e «uguaglianza», «giustizia» e «dignità». Rompiscatole per natura, a sovvertire regole e previsioni ha iniziato presto, scegliendo la vita. Iacopo ha venticinque anni e la sindrome di Escobar, una malattia genetica talmente rara che, secondo la scarsa bibliografia scientifica esistente, comporterebbe sintomi troppo vari per essere classificati. Essendo nato con la camicia, di sintomi ne ha una gran varietà: tra questi, uno straordinario senso dell'umorismo. Armato di penna e arguzia, e di una pagina Facebook che conta oltre 600.000 follower, rema quotidianamente contro i pregiudizi e i luoghi comuni: bersaglia chi parcheggia nei posti per disabili pensando che siano un inutile favoritismo; chi è convinto che i venticinquenni in carrozzina rimangano bambini per tutta la vita (figuriamoci avere una ragazza); chi dà per scontato che quattro ruote servano per muoversi, ma solo in casa. Per questo, nel 2015 ha fondato #vorreiprendereiltreno, una onlus che si occupa di sensibilizzazione all'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali attraverso progetti sul territorio e un'attività mediatica costante. "Faccio salti altissimi" è un libro in difesa della libertà di essere se stessi, nel rispetto dell'unicità di ciascuno e nel superamento di un fuorviante, oltre che riduttivo, concetto di «normalità», che ci vorrebbe tutti uguali, matrioske prodotte in serie. Ma è anche la storia di un ragazzo come tanti, «pezzi di vita e sogni incollati addosso», con la testa piena di progetti e speranze.

RECENSIONE
Iacopo è un attivista di venticinque anni che lotta per i diritti umani e civili, nel 2015 ha fondato una onlus, #vorreiprendereiltreno, che si occupa di sensibilizzazione all'abbattimento delle barriere architettoniche e culturali. Questa è la storia di un ragazzo come tanti altri, con  uno spiccato senso dell'umorismo, che ama la vita ed adora la giustizia e la libertà.
Ammetto di aver letto "Faccio salti altissimi" di un momento del blocco del lettore. Nessun libro sembrava giusto, nessuno riusciva a suscitarmi delle emozioni. Ho iniziato questo libro con una me che aveva poche aspettative, dovute alla mia "crisi da amante dei libri", ed un'altra che, seguendo attivamente l'autore nei vari social, avrebbe voluto ricevere tanto.
Pagina dopo pagina, io mi sentivo più sicura, più accettata, più determinata. Pronta per andare avanti.
Ma un libro può regalarti tutto questo?
Sì, anche se raramente.
Accade tutto per caso, nei momenti in cui ne hai più bisogno,
arrivano storie inaspettate che hanno la forza di mettere a soqquadro l'intera vita di chi tiene per mano un piccolo gioiello. 
Quelle storie, come quella di Iacopo (con la "I"), sono fatte per distruggere le fondamenta della nostra vita tramite una  dolce carezza che ci arriva dritto al cuore. 
Un ragazzo che ci ha insegnato che bisogna combattere le mille difficoltà che ci incombono nella vita perché dopo la pioggia c'è sempre l'arcobaleno
Risate vere, ricordi incancellabili e "banale" gioia. "Faccio salti altissimi" è questo e molto altro ancora.
E dopo tutte queste premesse non posso non consigliarvi di recarvi nella libreria più vicina oppure aprire il sito Amazon (o dove acquistate voi) e comprare questo splendido libro.
A presto,
Sara

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"Che lotta è la vita" di Dario Torromeo - RECENSIONE

giugno 19, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 4 Comments

Salve lettori!
Voglio parlarvi di un libro veramente speciale intitolato "Che lotta è la vita" di Emanuele Blandamura in collaborazione con Dario Torromeo, edito da Absolutely Free Editore. Attualmente sesto nella classifica bestseller di ibs libri, categoria sport.
TRAMA
Emanuele Blandamura ha solo dieci mesi quando viene abbandonato dai genitori. Va a vivere dai nonni, Felice e Isabella. Incubi e dubbi non lo lasciano mai. A 12 anni rischia di essere stuprato da un pedofilo, sfiora la depressione. Cerca aiuto nei posti sbagliati, prova la droga e ne esce. Arriva a sfiorare il suicidio. Lo salva nonno Felice, maresciallo dei carabinieri in pensione. Gli insegna ad amare la vita. È un rapporto speciale quello che nasce tra il ragazzo ribelle e l'anziano signore che ne ha viste tante nella sua esistenza. Guerra e prigionia comprese. La storia va avanti, sino a quando i ruoli si invertono. Il bulletto di periferia, capita la lezione, si prende cura del nonno malato. Il tempo passa, Blandamura diventa pugile: campione europeo, sfidante al mondiale dei medi. Ritrova la mamma dopo ventisette anni di silenzio, intensifica i rapporti con il papà dopo tanti problemi. Ma il dolore non l'abbandona, nonno Felice non c'è più. Tutto questo Lele racconta in prima persona. Sullo sfondo della storia c'è una Roma di periferia, palestre che sembrano grotte, strade violente, culture che si fondono.

RECENSIONE
Questa è la storia di un ragazzo che trova la propria dimensione di uomo nel mondo nel pugilato. Non vi aspettate di leggere un racconto fatto di palestra, tensioni prima di un incontro oppure di doping sportivo, bensì verrete travolti da una scarica di emozioni positive, dove il protagonista, nonostante una vita difficile e travagliata, troverà nello sport una salvezza.
Il finale, in particolare l'ultimo capito riguardante l'incontro di Yokohama, ha suscitato in me tanto interesse, il pugile ci spiega che anche dopo una sconfitta bisogna rialzarsi vittoriosi.
Consiglio, anche ai non amanti di questo sport, di leggere "Che lotta è la vita", la storia di un uomo alla ricerca di una pace e di una stabilità emotiva.
Grande ruolo per la crescita di questo campione lo si deve ai nonni, subito dopo l'abbandono dei genitori, viene curato, amato ed educato da queste due splendide figure. Affronta grandi disagi ma come la fenice risorge dalle sue ceneri e diventa un grande campione di boxe.
Riesce a salire su un ring per rincorrere il sogno di una corona, passando da quella italiana a quella europea sino ad arrivare a quella mondiale.
Spero che la storia di questo pugile possa essere d'esempio per le nuove generazioni affinché non commettano errori, che possano diventare irreparabili.
Immergetevi in questo libro, vi assicuro che vi lascerà senza fiato.
A presto,
Sara
   

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“Uno di noi sta mentendo” di Karen McManus - RECENSIONE

giugno 11, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 4 Comments


Salve lettori! 
Oggi voglio parlarvi di “Uno di noi sta mentendo” di Karen McManus, edito Mondadori.
TRAMA
Ogni venerdì, Simon Kelleher, pubblica sulla sua app «Senti questa» delle indiscrezioni riguardanti la vita privata dei suoi compagni di scuola. Un giorno però, Simon muore davanti agli occhi di quattro suoi compagni nell’aula di punizione. Quando si scopre che quella che sembrava una morte naturale è in realtà un omicidio, il mondo dei quattro ragazzi  crolla sulle loro spalle nel momento in cui la polizia scopre che sono proprio loro i protagonisti del post che Simon avrebbe dovuto pubblicare il giorno successivo. Tutti i ragazzi si professano innocenti, ma ognuno di loro nasconde qualcosa ed ognuno di loro aveva un movente per far fuori Simon.
Chi di loro sta mentendo?

RECENSIONE
Simon Kelleher è un emarginato, odiato da molti a scuola, viene evitato dai suoi coetanei, ma è anche famoso e temuto a causa della sua app “Senti Questa”, in cui ogni settimana, pubblica i segreti dei suoi compagni di scuola.
Bronwyn Rojas è una classica brava ragazza e anche un po’ secchiona. Ha sempre vissuto per essere perfetta agli occhi della sua famiglia, cercando di colmare le mancanze di sua sorella che è purtroppo malata, ma Bronwyn nasconde un segreto, ed è proprio quello che la caccerà in un mare di guai.
Nate Macauley è un ragazzo misterioso, cupo e invischiato in un passato difficile e in un presente ancor più difficile. A causa del suo passato da criminale sarà uno dei primi sospetti della polizia nel “caso Simon”, ed è anche colui che rischia più di tutti, essendo già in libertà vigilata.
Cooper Clay è uno dei ragazzi più popolari della scuola, bello, giocatore di baseball e carismatico. Ma a volte le apparenze ingannano; sebbene Cooper sembra a suo agio nella sua vita, qualcosa dentro di lui sta cercando di rivelarsi e questo segreto viene messo in pericolo da “Senti Questa”.
Addy Prentiss è la ragazza perfetta, è bella, popolare ed è sempre stata molto ammirata da tutti. Ha una relazione con Jake, ma non si è mai resa conto che era pronta ad annullarsi pur di far piacere a Jake. Ma anche lei ha un segreto e quando questo rischia di venire a galla, Addy cambia atteggiamento e capisce che è il momento di prendere le redini della sua vita.

La secchiona, il delinquente, l’atleta e la principessa. No, non ci troviamo all’inizio di The breakfast club, ma io credo che il riferimento sia più che azzeccato. Come incipit niente di nuovo, ma ciò che salta subito all’occhio è la capacità dell’autrice di farci dubitare di chiunque, ogni persona coinvolta ci risulta sin da subito, inaffidabile e bugiarda e ciò che più ho apprezzato, è stata la capacità dei personaggi di mutare e migliorarsi l’un l’altro.

Lo stile della narrazione è fresco e semplice, il libro è raccontato con 4 differenti punti di vista, i quali ci permettono di assistere agli eventi attraverso gli occhi di chi li vive; in questo modo si ha la possibilità di avere una visione più completa di ciò che i protagonisti vivono e di tutte le persone di cui si circondano, nonostante la narrazione sia a tratti confusionaria.

Per quanto riguarda la storia non mi sento di attribuirgli più di tre stelline, perché si, l’idea è senz’altro molto carina e aveva del potenziale, ma a mio avviso è stata gestita male, non tanto nella forma in quanto l’ho trovata particolarmente ben scritta, quanto più nel contenuto e nello sviluppo degli argomenti: la trama principale passa quasi in secondo piano a privilegiare i rapporti interpersonali, che sì, sono senz’altro importanti, ma leggendo un thriller young adult non è quello che il lettore si aspetta di trovare. I segreti dei ragazzi non sono nemmeno così scandalosi da giustificare tutta la situazione che si crea intorno a loro, né tantomeno originali.

“Uno di noi sta mentendo” è una sfida continua a cercare di capire chi è l’assassino, e il tutto si svolge nel modello di delitto a camera chiusa (Agatha Christie docet), il ché rende la vicenda intrigante e spinge il lettore a dare una chance a libro.

Però una cosa devo proprio dirla: ma che finale è? Accidenti, dopo 300 pagine passate a sospettare di chiunque non può finire così! E’ un finale che lascia insoddisfatti e frustrati, ma se siete anime coraggiose e non temete questo sentimento di frustrazione, lanciatevi nella lettura di questa storia e poi fatemi sapere che ne pensate!

Il mio voto:★★★/5

Alla prossima,

mbs

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"Non è la luce" di Guido Tonini - RECENSIONE

giugno 04, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 5 Comments

Salve lettori!
Oggi vi parlo di un libricino davvero delizioso che ho trovato molto profondo e interessante. Si tratta di "Non è la luce" di Guido Tonini.

TRAMA
Non è la luce è un invito al lettore a intraprendere un viaggio singolare. Un breve e concitato percorso lungo le vie della notte.Nel mezzo di un dialogo continuo tra narratore e lettore, si inseriscono personaggi, storie e ambientazioni, lontane dai riflettori della quotidianità. Un mondo sospeso tra il reale e l'immaginario in cui si può essere davvero se stessi, sinceri con le proiprie paure, passioni e speranze.


RECENSIONE
Questo libro è un viaggio.
Il viaggio, molto spesso, si fa in compagnia; Guido Tonini, ha quindi pensato di trasportare nelle pagine della storia noi lettori, strano vero? 
Così, in una notte pensosa, attraverseremo le vie della città, faremo una passeggiata nei pensieri e conosceremo nuova gente. 
“Arriva un momento in cui capisci che essere ascoltati è bello, ma non basta. E’ necessario capire chi ti ascolta. Adesso guada, guarda in basso, davvero il loro giudizio è così importante per te?”
Sinceramente non sapevo cosa aspettarmi da queste 100 pagine, ero intimorita dal viaggio che avrei dovuto percorrere, non volevo certo lasciare il Narratore da solo!
Lo scrittore si rivolge al lettore  come se fosse un amico, dialogando e porgendogli addirittura delle domande, il linguaggio del racconto alterna toni colloquiali a toni più  poetici, fino a scoprire, alla fine della passeggiata, le passioni, sogni, idee dell'autore.
PS: vi consiglio di non leggere questo libro all'interno del caos, serve avere una pace interiore per cogliere tutte le sfumature. 
A presto,
Sara

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"La madre" di Giovanni Staibano - RECENSIONE

giugno 01, 2018 Sara - la lettrice sognatrice 6 Comments

Salve lettori!
Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è un thriller entusiasmante e coinvolgente, si tratta de “La madre”, scritto da Giovanni Staibanoe edito LFA Publisher, i quali ringrazio per la copia inviatami.
TRAMA
Fino a che punto si può spingere una madre alla quale sono stati sottratti i figli? In questo thriller dalle tinte forti, ambientato a cavallo degli anni 2000 nel Nord della Florida, le vite di tre donne, appartenenti a tre generazioni diverse, si intrecciano tra loro in un susseguirsi serrato di eventi: una dolce signora di mezz'età, con la sua bella villa in stile coloniale, che spinge il marito, affettuosissimo, sul baratro di un segreto indicibile; una ragazza brillante, con alle spalle una infanzia difficile, ma che con impegno riesce a diventare un medico dell'animo e della mente; e una donna che cresce in ambienti malfamati, dove la droga e la violenza si mescolano alla dolcezza degli occhi di due bambine appena nate.
RECENSIONE
Come si può intuire dalla trama, il libro è diviso in tre macro capitoli, tutti fondamentali per la comprensione a pieno del thriller. Ogni capitolo è dedicato ad una donna diversa, la cui storia è strettamente (quanto inconsapevolmente) legata a quella delle altre due. Le tre protagoniste arrivano da un passato totalmente diverso l’uno dalle altre e che aiuterà a chiarire il comportamento che assumeranno all’interno della storia, riuscendo quasi a rendere giustificabili le loro azioni. “La madre” ha dimostrato di essere sin da subito un thriller coinvolgente ed entusiasmante con note di horror che hanno reso la narrazione molto più piccante. Nonostante l’autore sia un novizio (è il suo primo libro pubblicato, e lo si evince anche da strutture sintattiche che hanno ancora bisogno di maturare), la trama è splendidamente studiata e magnificamente riuscita. Anche i personaggi, a parer mio, hanno ricevuto una caratterizzazione efficace e realistica riuscendo a portare alla luce tutti gli aspetti dell’animo umano. Mi sento personalmente di fare i complimenti all’autore per questa sua prima opera che ha fatto entrare Giovanni Staibano tra gli autori che leggerò volentieri anche in futuro.
A presto,
Chiara

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