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"Tutta la vita che vuoi" di Enrico Galiano - RECENSIONE

febbraio 08, 2019 Sara - la lettrice sognatrice 0 Comments



Salve lettori!
Oggi vorrei parlarvi di un romanzo che sa comunicare al cuore della gente: "Tutta la vita che vuoi" di Enrico Galiano.
Per la prima volta un libro mi ha lasciato senza parole, sono sicura che tutti i sentimenti che ho provato verso questa storia non riusciranno a trasparire in maniera fedele perché molti pensieri sono rimasti nella testa ad accompagnarmi ancora per un po' nella vita quotidiana.
 Come dice il giovane Holden, "Quelli che mi lasciano proprio senza fiato sono i libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue, vorresti che l'autore fosse un tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira."

TRAMA
Ci sono attimi che contengono la forza di una vita intera. E Filippo vive uno di quei momenti il giorno in cui, per la prima volta, riesce a rispondere al professore che lo umilia da sempre. Fuggito da scuola vuole solamente raggiungere Giorgio, il suo migliore amico, che si sta domandando perché non sia riuscito a piangere al funerale del fratello. Sono solo due adolescenti, ma sono in lotta contro il mondo da cui non vogliono più essere sopraffatti. E, mentre sono fermi in macchina a un parcheggio, arriva una ragazza che corre a perdifiato verso di loro. È Clo che ha appena rubato un telefonino, perché quello è il modo per spezzare la pioggia che sente dentro. Basta uno scambio di sguardi e i tre si capiscono, si riconoscono, si scelgono. La voglia di cambiare è impressa nei loro volti. Quello è il momento giusto per prendere coraggio e seguire i desideri. Clo sa come aiutarli. Basta scrivere su un biglietto cosa potrebbe renderli felici. Lei ha lo zaino pieno di motivi per cui essere grati alla vita. Ora anche Giorgio e Filippo devono trovare il loro motivo speciale per cominciare a vivere senza forse. Ma non sempre chi ci è accanto è sincero del tutto. Clo non riesce a condividere la sua più grande speranza per il futuro. Perché a volte si è troppo giovani per capire che esiste qualcuno pronto ad ascoltare. Perché a volte ci sono segreti che non si è pronti a rivelare. Per farlo bisogna realizzare che non bisogna temere l'arrivo della felicità per toccarla davvero.

RECENSIONE
Il libro ha attirato subito la mia attenzione specialmente tramite il suo titolo:“ Tutta la vita che vuoi”.
Questa storia è stata come un canto di sirene a cui è impossibile resistere perché promette un tesoro inestimabile, nascosto tra i fondali delle parole. Per mia sfortuna, però, non avevo mai letto nulla dell'autore e non sapevo bene cosa aspettarmi e, come nelle cose più inaspettate, la sorpresa è stata grande.
Giorgio, a cui è appena morto il fratello, Filippo Maria, un ragazzo dislessico che non ha mai conosciuto la propria madre, e Clo, la più forte e, allo stesso tempo, la più problematica del gruppo sono i tre protagonisti di questo romanzo, sono le tre storie apparentemente diverse che si intrecciano l'un l'altra formando quella principale.
Una macchina rubata, un viaggio on the road, una fuga dai propri problemi, un'avventura di sole ventiquattro ore per scoprire il vero significato della parola Vita.
"Tutta la vita che vuoi" è questo e molto altro ancora.

«Perché, cos’hanno gli altri adulti?» le chiese Cosimo, mentre faceva una boccaccia a una signora sulla cinquantina seduta dall’altra parte del giardino. «Cos’hanno?! Mi stai chiedendo cos’hanno?!» «Be’, sì.» «Hanno che hanno gli occhi... spenti. Senza luce.

Nel romanzo ci sono dolori che non ci si riesce a scrollare di dosso, mancanze che bruciano come un marchio sul cuore, ricordi che graffiano l'anima e che fanno dimenticare la fortuna che si possiede: vivere, anche se in un mondo difficile.
La felicità, come ci spiega l'autore, non è avere un sorriso stampato sulle labbra bensì è un sentimento che arriva dritto al cuore tramite piccoli gesti.
Basti pensare a Clo e ai suoi biglietti che descrivono i motivi per cui bisognerebbe vivere:

"54. Mettersi lì a scrivere a caso e poi scoprire che le parole vengono fuori da sole 85. Leggere a un bambino un libro per bambini e fare le voci strane mentre glielo leggi 190 Dire una cosa a qualcuno che sta un po' male e vedere che lo hai fatto stare un pochino meglio"

Nonostante i protagonisti rimarranno sempre dei personaggi inventati nella mente dell'autore, sento quasi di poter toccare con mano i ragazzi che, per trecento pagine, mi hanno permesso di entrare nella loro vita e di viaggiare insieme a loro. Dei ragazzi che hanno paura, che fanno scelte poco plausibili e che hanno una perenne insicurezza. Sono queste azioni a rendere loro "normali" ma allo stesso tempo "differenti", perché i veri supereroi sono persone comuni.

“Quando vedi qualcosa che ti tocca dentro, devi fare solo una cosa: facci caso. Non lasciarla scorrere come se niente fosse. E fallo tutte le volte che puoi”.

L'autore, Enrico Galiano, è  capace di coinvolgere il lettore in tutto e per tutto, fa venire voglia di piangere, di sorridere e di arrabbiarsi.
Il suo  stile è genuino e meraviglioso, senza alcun dubbio uno dei migliori che abbia mai letto: cattura il lettore trasportandolo nella storia e facendolo appassionare ai personaggi e alla trama.
Un romanzo che racconta una storia di amicizia che affronta temi delicati e che parlarla al cuore degli adolescenti, e non solo; perché certi libri sono così speciali da toccare le corde dell'anima e lacerarle.

"Tutta la vita che vuoi" è un romanzo consigliatissimo, sicuramente è entrato nel mio cuore e non riuscirà ad andarsene facilmente.

A presto, 
Sara

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contemporary,

"Quando tu vai via, porti il tuo cuore con te" di Silvia Gianatti - RECENSIONE

febbraio 06, 2019 Sara - la lettrice sognatrice 0 Comments


Salve lettori!
Il libro di cui vorrei parlarvi oggi è una storia delicata e, allo stesso tempo, bellissima: si tratta di "Quando tu vai via, porti il tuo cuore con te", scritto da Silvia Gianatti edito Fanucci, i quali ringrazio per la copia inviatami.

TRAMA
Manca solo un mese alla nascita del suo primo figlio, quando Valeria sente pronunciare dai medici le parole che nessuna madre vorrebbe mai sentirsi dire: ''Non c'è battito.'' Anche se non ha mai visto la luce, al bambino che per otto mesi è cresciuto nella sua pancia Valeria ha quotidianamente rivolto parole, pensieri, racconti, sogni... Come può accettarne la morte? Per un genitore la perdita di un figlio è una tragica sovversione del ciclo naturale della vita, un'ingiustizia inaccettabile, una sofferenza atroce che congela ogni cosa e da cui sembra impossibile poter riemergere. Lacerata dal dolore e dalla rabbia, Valeria si chiude in sé stessa, finché un giorno non prende in mano carta e penna e inizia a scrivere. E così, pagina dopo pagina, ristabilisce, quasi senza rendersene conto, il legame violentemente interrotto con il suo bambino, e con se stessa. La vita riprende il suo corso, il sole ricomincia lentamente a illuminare le giornate di Valeria, il mondo recupera colore e calore. E anche se è un buco nero in fondo al cuore, avviene che un giorno il dolore fa spazio ad altre felicità. Bisogna solo avere la pazienza di saper aspettare, il coraggio di farsi aiutare, la speranza che a poco a poco si ritrovi un senso a tutto. Un libro toccante e delicato su un tema difficile: la morte perinatale, un fenomeno diffusissimo ma di cui si parla ancora troppo poco. Ma ''Se tu vai via, porti il mio cuore con te'' è anche e soprattutto un libro sulla perdita e sul superamento del dolore, perché alle lacrime e alla rabbia seguono prima o poi la pace e la forza di ricominciare.

RECENSIONE
"Manca solo un mese alla nascita del suo primo figlio, quando Valeria sente pronunciare dai medici le parole che nessuna madre vorrebbe mai sentirsi dire: 
“Non c’è battito.” 
Anche se non ha mai visto la luce, al bambino che per otto mesi è cresciuto nella sua pancia Valeria ha quotidianamente rivolto parole, pensieri, racconti, sogni… Come può accettarne la morte?"

Questa è la storia di Valeria e di tutti coloro che, in un modo o nell'altro, hanno provato la sofferenza.
La mancanza di un Amore mai nato, l'Amore immenso di una madre e di un padre verso il figlio che non ha mai visto la luce.
I due protagonisti, Lui e Lei, li ho vissuti in modo così intimo che quasi, nel corso della mia lettura, mi sono sentita "il figlio mai nato": ho pianto con loro, mi sono arrabbiata, ho sofferto per poi pensare ma "sto facendo la cosa giusta?"
Quando pensiamo alla sofferenza di un figlio mai nato, la prima figura che ci viene in mente è quella di chi l’ha vissuta in prima persona: la mamma, in questo caso Valeria che, per otto mesi, ha condiviso il proprio corpo con una nuova vita. Anche per i papà, però, la nascita di un figlio rappresenta un momento di svolta che può, in in situazioni come queste, avere effetti traumatici. Marco è un uomo che sa aspettare, consolare, stare in silenzio nel momento giusto, trasmettere tutto l'amore che prova alla propria amata, anche se in silenzio, soffre. 

Nonostante io non sia madre, tutte le emozioni scritte mi hanno suscitato centinaia di sensazioni di cui non ero  nemmeno al corrente: sono una figlia che è stata tanto voluta dalla propria famiglia ma che, allo stesso tempo, conosce la difficoltà e la sofferenza della propria madre e del proprio padre prima del fatidico abbraccio. 

L'autrice, con il suo stile poetico, ha creato un vero e proprio gioiello della letteratura moderna capace di distruggere in mille pezzi l'animo di qualsiasi persona, anche quella con il cuore di ghiaccio.
"Quando tu vai via, porti il tuo cuore con te"  non è un romanzo facile, è una storia davvero struggente, ricca di descrizioni di vita vera e cuori spezzati. E' una storia che sottolinea l'importanza dei sentimenti, in particolar modo nella vita di tutte quelle persone che ormai all'amore non credono più perché qualcosa all'interno del corpo si è spezzata e non potrà mai essere riparata.

Una madre sarà sempre una madre, anche quando le cose non vanno come dovrebbero.

Un libro assolutamente amato, da leggere assolutamente.

A presto,
Sara

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